Storia
 
L'immaginario stellare
Opere futuristiche di Roberto Fallani.
 
 
   

Chi nella propria infanzia avesse navigato nell’immaginario mondo galassico di Flash Gordon, avrebbe potuto, visitando le immagini tanto spettrali quanto fisicamente tangibili, abbandonarsi al sogno della memoria alla certezza di quel mondo che esisteva davvero.

Troni galassici, di bronzi misteriosi ornati, da luci di immensi smeraldi, lampade totematiche con visi misteriosi di immensi rubini luminescenti, letti di improbabili imperatrici-sacerdotesse di crudeli e tenebrosi regni stellari, tavoli a lenti magiche di cristalli di azzurro tenebroso: un universo galassico tanto più inquietante quanto più a tratti percorso da suoni di musica umana densa di sospensioni frementi, in attesa continua di un evento imperiale e terribile.

Era proprio lì in questo regno galassico ai confini di un lussureggiante barocco in controcanto con un crudele liberty insobrito da segmenti di rette in filigrane di metallo oscuro e grandi cristalli azzurri, e proprio lì che si aggirava, peraltro nemmeno inquieta, la poetica follia di Roberto Fallani, lunare e inquietante figura di stravagante bellezza di fanciullo consumato dalla levigazione della vita, inattendibile per faziosità di giudizio e contemporaneamente effervescente per continui corti circuiti di intelligenza su argomenti di scintillante faziosità.

Talmente fuori da ogni strada consueta, avendo superato ogni limite anche nella sensazione di cattivo gusto viscerale, tutto questo si rivela come percorso da una follia poeticamente visionaria di irripetibile forza, che se non purifica tuttavia assolve da ogni possibile anatema, poiché in parte orribile, in parte sublime, nella sua opera globale si respira una terrificante poesia, a tratti miracolosamente astratta, di una insopportabile bellezza.



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