Un Bacco emerge dalle tenebre, nudo, marmo illuminato di rosso, nella sua ingorda e spietata sensualità sorridente. E poi dalle tenebre emergono talami dorati nei brividi di una musica misteriosa di lamenti e struggenti melodie, e immagini di una Firenze settecentesca tutta vissuta lungo un Arno d’acque magiche e trasparenti, con vele che sembrano non avere alcun bisogno di partire per Citera, tanto è bella la Firenze antica che si intravede dal fiume.
E poi scrigni misteriosi e preziose porcellane illuminate di azzurro, mentre i colori delle luci nelle tenebre, assieme a una musica struggente, trasportano da un antico quadro a una preziosa cassapanca, finché non si arriva ad un misterioso portale prezioso di ori in lacche verde cupo che si apre in un trionfo di tessuto color della notte e fa penetrare in un nuovo “incantesimo”.
Troppo spazio sarebbe necessario per prendere il visitatore per mano e condurlo nelle strade delle botteghe degli antiquari ricche di meraviglie soggettive che, grazie alla ricerca e alla passione di chi le propone, si sono trasformate in meraviglie oggettive. In questa creatività di ricerca si riconosce il maggior legame di quello che unisce passato e futuro, cioè l'oggi che per esser tale deve integrare i due aspetti, così come nella realizzazione di un perfetto arredo occorre che una bella serialità faccia da contrappunto all'unicum evocativo di un oggetto antico.
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